Dallautismo Colpa Dei Vaccini Ai Migranti Che Infettano

Una narrativa menzognera ma continuamente rilanciata in modo strumentale, sostiene che in Italia siamo di fronte ad “un’orda islamica”. Peccato che i dati dicano cose molto diverse. “Oggi il 64,4% degli alunni stranieri è nato in Italia, ma – si legge nel Rapporto – non ha la cittadinanza”. Caritas e Migrantes chiedono “di intervenire a modificare una vecchia legge, superando gli ostruzionismi politici, che legano i minori ad un fenomeno a sua volta ostaggio della politica”.

Le storie vissute dai migranti, raccontate – come avviene in questo libro – da chi li incontra quotidianamente, contribuiscono a sfatare le dicerie, presentando la realtà dei fatti e le reali dimensioni https://carovanemigranti.org/ dei fenomeni. Un contributo che, a partire da chi frequenta direttamente o indirettamente luoghi di incontro e condivisione con i migranti, può aiutare a comprendere meglio le persone oltre i pregiudizi. Sono alcuni dei luoghi comuni e delle fake news che si ascoltano per strada o si leggono sui social o sui giornali e che contribuiscono a definire l’orientamento dell’opinione pubblica.

«Richiederebbe in ogni caso l’affiancamento di politiche di gestione dei flussi e di integrazione dei migranti maggiormente coerenti e, soprattutto, armonizzate a livello internazionale, come la portata del fenomeno richiede». Che il nodo-disinformazione sia una piaga soprattutto italiana lo aveva evidenziato già nel luglio 2017 la relazione finale della Commissione parlamentare Jo Cox sulla xenofobia e il razzismo, nella quale si denunciava come l’Italia sia il Paese con il più alto tasso di disinformazione sull’immigrazione. Pluralità di idee ma su elementi concreti e verificabili. “Openpolis da sempre utilizza i dati per raccontare storie e svolgere inchieste giornalistiche di interesse pubblico, per migliorare la qualità del dibattito. Probabilmente i nigeriani raggiungono il nostro paese attraverso gli scali aeroportuali, via terra oppure erano già presenti in Italia e il loro permesso non era più valido o scaduto. Eppure, per i nostri mezzi di comunicazione il numero da tenere in considerazione è sempre e solo quello degli sbarchi.

  • Sono le finalità dell’iniziativa lanciata oggi dalla fondazione Openpolis e da Oxfam, l’organizzazione internazionale che si batte per la riduzione della povertà globale.
  • L’arrivo di alcuni migranti nell’albergo di via Siderno, aveva infatti alimentato l’ansia d’una parte dei residenti.
  • La cittadina lampedusana si presenta come titolare di un’azienda agricola con annesso allevamento di maiali.
  • Tra essi una blogger che pubblica per testate neofasciste a cui di recente perfino Twitter ha limitato la divulgazione delle proprie bravate sui social.
  • Il meccanismo è sempre uguale a se stesso, si concentra su dettagli irrilevanti nel tentativo di trasformare in farsa eventi tragici.
  • “Impedendo con la violenza alle persone di chiedere asilo, l’Unione europea sta violando i diritti umani alla sua frontiera esterna”.
  • Mettere al centro l’esperienza del paziente e dei suoi familiari, ecco la sfida per la sanità digitale.

E’ autore del volumeL’osservatorio delle povertà e ha curato diverse pubblicazioni, tra cui le varie edizioni del Rapporto sulla povertà di Caritas Italiana. Ambrosini fa notare come probabilmente la ricollocazione dei richiedenti asilo in rapporto alla popolazione dei vari stati non sia del tutto conveniente per l’Italia. Questa cornice interpretativa ha generato una narrazione dei fatti in cui l’arrivo dei migranti viene descritto come un esodo epocale e l’Italia come un paese lasciato solo dai partner europei a fronteggiare sbarchi, immigrazione clandestina incontrollata e gli insostenibili costi dell’accoglienza. Si tratta di asserzioni che, se valutate alla luce di un’attenta osservazione dei dati, non possono che apparire fuorvianti. MAC propone quindi di bloccare questa immigrazione permettendo soltanto il ricorso a immigrati già presenti sul territorio. Una raccomandazione che ha suscitato la protesta degli industriali di quelle industrie che già chiedono transizioni soft al blocco dell’immigrazione prospettato.

È un tentativo di scardinare quel meccanismo perverso che si poggia sulla paura del diverso. Su un sistema ben congegnato, cominciato con la creazione di panzane, cresciuto con la loro diffusione ed esploso con la loro magica trasformazione in verità inossida­bili. Notizie false che hanno poi aiutato chi ne aveva interesse a far scivolare il discorso sempre più in basso.

Come evidenziato nel primo articolo di questo mini-ciclo di approfondimenti sul tema della comunicazione relativa alle migrazioni, per decostruire gli stereotipi è importante attirare l’attenzione sulla realtà dei dati e dell’evidenza empirica. Non è sufficiente, ma è un passaggio necessario. Sulla base di una lettura attenta dei dati, Paolo Moroni in quest’articolo ci fa riflettere sulla distanza tra rappresentazione e realtà in tema di flussi migratori, in Europa e Italia. È questo l’obiettivo della sezione HATE SPEECH del sito di openpolis che la fondazione lancia oggi insieme a Oxfam Italia. La non notizia ancora una volta vede coinvolte vecchie conoscenze delle campagne contro i migranti.